Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampa

MANIFESTAZIONE




Inizialmente costituito unicamente da una manifestazione ludico-agonistica, nel corso delle sue edizioni il Palio fenegrolese ha conosciuto numerosi cambiamenti, arricchendosi di un fastoso corteo storico e divenendo teatro di spettacoli circensi.

L’evento, che si sviluppa nell’arco di tre giornate, ha inizio il mattino della domenica antecedente la festività di Santa Maria Nascente.

In occasione della santissima messa del mattino, il gonfalone del Palio viene riconsegnato dalla Contrada vincitrice ai signori di Fenegrò e, in seguito, benedetto alla presenza di Capitani e Dame di ciascun Rione.

La rievocazione prosegue nel pomeriggio, quando per le vie del paese sfilano centinaia di figuranti, indossando abiti del XII-XIII secolo.

Ogni anno il gruppo organizzatore sceglie un tema generale, affidando a ciascuna Contrada l’incarico di svilupparne un particolare aspetto che si ricolleghi alla storia della stessa.

Durante la rievocazione vengono rappresentati non solo lo sfarzo e l’austerità degli ambienti cortigiani, ma anche la semplicità e le fatiche del popolo.

Al termine della sfilata, il corteo viene introdotto dalla G.Verdi Band di Fenegrò nella piazza del paese, ove il pubblico può assistere ad un elettrizzante spettacolo offerto dagli Sbandieratori.

Dopo esser stati allietati dalle evoluzioni e dalla musica di questi atleti, i Capitani di ciascuna Contrada sono chiamati a prestare giuramento, garantendo una leale partecipazione alle gare.

A tal punto la Capitano del Palio può dunque dichiarare aperta la nuova edizione dei giochi ed ha luogo la gara simbolo della manifestazione: la corsa col cerchio attorno al Castello, zona comprendente Piazza S. Maria Nascente e le vie a lei limitrofe.

La prima, intensa, giornata si conclude infine con spettacoli di vario genere che animano la serata fenegrolese.

Nei giorni che precedono la seconda serata, animata fra l’altro da spettacoli di giocoleria, gli atleti di ciascun Rione si allenano strenuamente cercando di carpire i segreti degli avversari e celare i propri.

Il secondo atto dell’evento va in scena il giovedì seguente; in quest’occasione si svolgono la maggior parte dei giochi.

Essi sono per lo più basati sull’abilità e l’ingegno dei concorrenti e coinvolgono ogni fascia d’età, dalla corsa con il triciclo, per i bambini da tre a cinque anni, sino al gioco che vede protagonisti uomini e donne sopra i sessant’anni.

La terza ed ultima serata si conclude con una sfilata ridotta sia nel percorso che nel numero dei figuranti che, giunti in piazza, deliziano gli spettatori dando vita a un coinvolgente ballo di corte, al termine del quale hanno inizio alcune tra le gare più agonistiche e peculiari del nostro Palio: la staffetta del Castello, la corsa con le macchinine e quella a dorso d’asino, gara che solitamente decreta il vincitore.

Al termine delle competizioni il Palio e una targa commemorativa vengono consegnate al Capitano e alla Dama della Contrada prima classificata.

Finisce così ufficialmente la manifestazione, ma c’è ancora spazio per i festeggiamenti, non cessa , infatti, il desiderio di stare insieme ed ogni Rione provvede ad imbastire ricchi banchetti nei quali il sapore del buon vino e il profumo di carne ala griglia fanno da contorno alle discussioni sul Palio appena concluso e ai progetti per quello futuro.